Messa all’Aperto

LA MESSA ALL’APERTO UN SEGNO DEL NOSTRO ESSERE “CHIESA IN USCITA”

“Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze” (Mt 22,9).

Il 12 marzo scorso la nostra comunità parrocchiale ha vissuto un’esperienza nuova: la messa all’aperto.
Le tradizionali messe della domenica mattina sono state infatti sostituite dalla celebrazione eucaristica vissuta nel piazzale Luca Ghini, nel cuore del territorio parrocchiale, alle ore 11.00. L’iniziativa si è svolta in collaborazione col Comitato spontaneo quartiere Antonini.
Al di là del clima di festa e di forte coinvolgimento, favorito anche dal bel tempo, sono state piuttosto le parole, i gesti e i segni che hanno sottolineato l’importanza dell’evento. Pensata a pochi giorni dalla visita pastorale di papa Francesco, la celebrazione è stata l’occasione per ribadire il suo sogno di una “Chiesa in uscita”. Per una domenica, infatti, la nostra comunità non ha avuto mura che la contenessero e nel momento più importante della sua vita, l’Eucaristia appunto, ha scelto di lasciarsi abbracciare dalle case popolari del piazzale e dai suoi abitanti. Le parole di padre Gerardo, pronunciate durante l’omelia, hanno manifestato l’intento della nostra comunità di contribuire attivamente alla costruzione del nostro quartiere dove si annidano, e a volte rischiano di essere invisibili, ingenti sacche di povertà materiale e spirituale che attendono di essere da noi risollevate. Il cristiano non può restare indifferente. La gioia del Vangelo, testimoniata nei vari ambiti in cui si svolge la nostra vita, ha urgente bisogno di essere tradotta in stili di vita basati sulla solidarietà con i più poveri e sulla convivenza pacifica con i fratelli di altre religioni ed etnie, sempre più presenti tra le nostre case. È il nuovo umanesimo cui ci invita Cristo stesso!
In mezzo all’assemblea erano presenti alcuni familiari di Luca Massari, il giovane tassista che nel 2010 fu brutalmente ucciso in quello stesso piazzale per aver investito involontariamente un cagnolino. Toccante il momento in cui padre Gerardo ha letto, all’inizio della messa, il messaggio della madre che, non potendo essere presente, ha scritto parole di vicinanza e di invito a non cedere alle lusinghe della violenza e dell’odio. Raccolto l’appello, la nostra comunità cristiana si impegna a farsi portatrice di un messaggio di speranza, che i giovani del coro durante la comunione hanno cantato con le parole della preghiera semplice del santo di Assisi: “Oh Signore fa’ di me uno strumento della tua pace. Dov’è odio che io porti l’amore. Dov’è offesa che io porti il perdono”.
Molto significativa la scelta di destinare le offerte raccolte durante l’offertorio alla zona di Amatrice, che il 24 agosto scorso è stata colpita da un devastante terremoto. Oltre a causare numerosi morti, il sisma da allora ha costretto migliaia di persone a vivere in condizioni di forte disagio abitativo. Con questo gesto di fraternità la nostra comunità ha unito i suoi sforzi a quelli della Caritas ambrosiana, presente in questa emergenza fin dalla prima ora.
La giornata si è conclusa con un altro gesto simbolico e colorato: il lancio dei palloncini dei bambini della comunità. Appeso a quei palloncini un biglietto. Ognuno recava una scritta diversa dall’altra. In comune c’era un sogno. Il sogno di un quartiere dove la bellezza e la felicità possano trovare casa. La lezione semplice dei nostri piccoli ci invita a sentirci maggiormente responsabili della nostra città, la nostra “casa comune”.
Andrea Lariccia