Quinta domenica di Quaresima

Il Vangelo di questa domenica narra l’episodio della Risurrezione di Lazzaro.
Sono davvero molti gli spunti di riflessione che questa narrazione ci offre.

Innanzitutto, agli Apostoli che vorrebbero starsene tranquilli e non crearsi ulteriori problemi, Gesù li invita ad andare incontro agli altri, incontro alle persone in ansia per un fratello.

E l’invito, che é rivolto anche a ognuno di noi, é quello di avviarsi e camminare sulle strade del mondo alla luce del giorno.

Il cammino di tutti noi deve essere un cammino illuminato dalla luce: potrà anche essere irto di ostacoli ma, grazie alla luce, riusciremo a non inciampare, a evitare cadute pericolose.

Cercare la luce, quindi.

Giovanni, in questo racconto così dettagliato e circostanziato, sottolinea anche la grande umanità di Gesù che piange e soffre per i suoi amici Marta, Maria e Lazzaro e condivide con loro il dolore che procura  la morte.

É un’amicizia così intensa e profonda da costringere Gesù ad un pianto commosso e a un fremente turbamento personale.

Amicizia e condivisione, dunque.

” Io sono la resurrezione e la vita: chi crede in me, anche se muore, vivrà“.

Noi abbiamo il diritto di credere che risorgeremo dai morti se ci commuoviamo e facciamo qualcosa per gli altri: gli affamati, i disoccupati, i bambini abbandonati, le famiglie in crisi, gli immigrati.

Su tutte queste persone é posta ancora una pietra pesante che non grava su di loro per caso, per sfortuna o per un amaro destino: sono pietre poste dagli uomini.

Ma il richiamo di Gesù é molto chiaro: “Togliete la pietra!”.

Allora tocca a noi rimuovere questa pietra: é così che Dio risuscita la Comunità.

Ma c’é gente che non vuole rimuovere la pietra e per questo nelle loro Comunità non c’é vita.

La chiamata di Gesù a gran voce: “Lazzaro vieni fuori!” é rivolta a tutti noi.

Dobbiamo uscire dall’oscurità per andare incontro alla Luce che ci chiama.

É un invito missionario.

E Gesù conclude: “Scioglietelo e lasciatelo andare”.

Sciogliendo Lazzaro, Gesù in verità scioglie ognuno di noi dal proprio egoismo, dalla propria freddezza, dalla tiepidezza, dalla propria indifferenza, dalla morte dei sentimenti.

 

GR CPP